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IL CORPO-SPECCHIO SECONDO CALLIGARIS

di Vincenzo Di Spazio
“…il nostro corpo è uno specchio fedele del
nostro spirito, e questo di quello…”
Giuseppe Calligaris (1876-1944)

“…tutte le emozioni usano il corpo come teatro…”
A.R. Damasio (neuroscienziato)

E’ un compito estremamente arduo condensare in un articolo il ciclopico sforzo indagativo e sperimentale di un neuroscienziato del calibro di Giuseppe Calligaris. Per una, seppur parziale, comprensione del suo contributo alla conoscenza, è opportuno inquadrarne il pensiero, senza svilire la complessità di un’opera monumentale.
Ho intenzionalmente accostato le due citazioni per evidenziare l’attualità del suo pensiero e come in tempi non sospetti abbia saputo dimostrare in modo rigoroso la sostanziale specularità fra psiche e soma, precorrendo i futuri sviluppi della psicosomatica.
La sua attività clinica muove i primi passi nella cornice della neurologia classica sotto l’influenza del Mingazzini. Il titolo stesso della sua tesi di laurea “Il pensiero che guarisce”, pubblicata nel 1901, anticipa l’evoluzione della sua alacre ricerca nei territori della sensibilità cutanea.
Il suo primo merito fu quello di constatare sulla cute umana l’esistenza di due differenti tipologie di sensibilità: quella cerebrospinale e quella neurovegetativa, alle quali sono da ricondurre tutte le manifestazioni di ordine psicosomatico. A lui si deve il corretto procedimento operativo nella delimitazione delle zone di anestesia, che seguono rigorosamente i confini imposti da linee verticali, orizzontali e oblique.
Lo spazio corporeo è delimitato per il Calligaris da 2 assi verticali principali, l’asse mediano (linea mediana) e quello laterale (linea ascellare media). Alla linea mediana corrispondono i fenomeni generati dall’innervazione neurovegetativa, a quella laterale i segnali di provenienza cerebrospinale.
La linea mediana è anche denominata linea dell’associazione in opposizione alla linea laterale, linea della dissociazione. Questo principio di dualismo richiama l’equilibrio dinamico delle forze contrapposte dello Yin e dello Yang, base teoretica del pensiero estremo orientale e della medicina tradizionale cinese.
L’estensione della linea mediana in senso antero-posteriore genera il piano sagittale del corpo, quella della linea laterale determina il piano frontale. Al piano sagittale somatico (linea mediana o dell’associazione) confluiscono tutti i fenomeni con dinamica convergente, a quello frontale (linea laterale o della dissociazione) convergono i processi con dinamica divergente (Di Spazio, 2004, estensione dello schema del Calligaris).
La cinetica del nostro sistema osteomuscolare può chiarire l’apparente difficoltà di queste affermazioni. Il correlato motorio della linea mediana o dell’associazione (piano sagittale) è il movimento di adduzione. Per adduzione si intende l’accostamento di una parte del corpo all’asse mediale di simmetria (per esempio, quando riaccostiamo il braccio sollevato lungo il fianco).
Al contrario il correlato motorio della linea laterale o della dissociazione (piano frontale) è il movimento di abduzione, intesa come allontanamento di una parte del corpo dall’asse mediale di simmetria (per esempio, quando divarichiamo le gambe).
Lo stesso principio dinamico si evidenzia a livello neuropsichico, quando l’eccessivo affollamento sincronico di diversificate immagini mentali produce uno stato confusionale (linea mediana o dell’associazione).
Il penoso quadro dissociativo, tipico della frammentata personalità schizofrenica, rientra per il Calligaris nei fenomeni correlati alla linea laterale del corpo.
Anche gli oggetti inanimati riproducono lo stesso fenomeno dinamico appena descritto per l’uomo, quando proviamo ad accostare fra loro le punte con medesima polarità di 2 magneti, che automaticamente si respingeranno. Questo semplice esempio traduce in modo esplicativo la funzione biologica della linea laterale del corpo.
La medesima impostazione lineare è stata successivamente riproposta nella suddivisione della superficie corporea in 11 linee verticali principali, denominate linee iperestetiche primarie o di I ordine, che contengono una duplice rappresentazione (neuropsichica e viscerale) e con la seguente sequenza: le linee 1 e 11 collimano con la laterale destra e sinistra del corpo (linea ascellare media), la 2 corrisponde all’intestino (amore), la 3 allo stomaco (oblio) e la 4 alla vescica e all’apparato riproduttivo (linea della memoria).
La linea 5 è in relazione con il fegato (odio), la 6 con i reni (corrisponde alla linea mediana del corpo e al sistema neurovegetativo), la 7 con la milza (dolore), la 8 con il pancreas (piacere), la 9 con i polmoni (calma e sonno) e infine la linea 10 con il cuore (emozione).
Sul piano ortogonale queste 11 linee verticali si incrociano con altrettante linee orizzontali (linee iperestetiche secondarie o di II ordine), costituendo così i cosiddetti quadrati fondamentali, che ricoprono l’intera superficie cutanea.
Le 11 linee verticali decorrono nelle mani con la seguente distribuzione: le linee 1 e 11 corrispondono alla faccia laterale del pollice e del mignolo (sistema cerebrospinale).
La linea 2 corrisponde alla mediana del pollice (amore), la 3 al 1° spazio interdigitale (oblio), la 4 all’indice (memoria), la 5 al 2° spazio interdigitale (odio), la 6 al medio (reni e sistema neurovegetativo), la 7 al 3° spazio interdigitale (dolore), la 8 all’anulare (piacere), la 9 al 4° spazio interdigitale (calma e sonno) e infine la 10 al mignolo (emozione).
Ma il suo merito più eccelso è stato quello di verificare la riproducibile concatenazione di eventi fissi fra cute, cervello, psiche e visceri. In altre parole è riuscito a dimostrare come la stimolazione (meccanica, algica, termica, cromatica ed elettrica) di un punto cutaneo attivi un fenomeno a cascata con ripercussioni sincroniche sul sistema viscerale, su quello cerebrale e sulla modulazione della sfera psichica.
La tipologia delle ripercussioni sui diversi livelli non segue ovviamente un percorso casuale, ma è governato da rigide leggi biologiche. La preesistenza di questi modelli consente di conoscere a priori l’effetto finale della stimolazione.
In altre parole possiamo sapere in anticipo che la stimolazione della linea mediana del dito indice genererà una ripercussione sull’apparato riproduttivo (riflesso viscerale), sulle strutture subcorticali superiori dell’encefalo (riflesso cerebrospinale) e tenderà ad eccitare i processi di memoria (riflesso psichico).
La comparsa di questi finissimi processi biologici si presenta in ogni individuo, ma la percezione cosciente di questi eventi non viene avvertita con matematica regolarità.
E’ sufficiente infatti che il soggetto non sia completamente rilassato o che avverta fastidiosi rumori, per inficiare il successo della sperimentazione.
Questo imponderabile limite fisiologico della sensibilità cutanea insieme all’interesse per indagini di confine come la metafisiologia e la metapsichica, è stato sfruttato come cavallo di battaglia dai detrattori del Calligaris per demolire la sua ciclopica ricerca scientifica, arrivando ad influenzare così pericolosamente la sua credibilità come medico, da costringerlo a chiudere la clinica per malattie nervose di Udine.
Probabilmente il carico negativo di tutte queste amare delusioni, che avevano umiliato la sua onesta e trasparente opera di ricercatore, pose le basi per quella malattia, il diabete insulino-dipendente, che lo avrebbe portato alla morte il 31 marzo 1944.
Il pancreas, teatro anatomico del danno diabetico, accende sulla cute la linea assiale dell’anulare e si ripercuote sul piano psichico con la generazione di immagini mentali di “piacere”. Conflitti emozionali in grado di deprimere per esempio il piacere per il lavoro, possono innescare pericolosi squilibri a carico dell’attività endocrina del pancreas.
La chiave di volta di tutto il pensiero di questo moderno Maestro di conoscenza, è contenuta in modo criptico fra le righe dei suoi testi scientifici. I suoi famosi “esperimenti” hanno dimostrato innanzitutto che la stimolazione neurologica della cute non produce semplicemente riflessi controllati a livello viscerale, ma genera emozioni e sentimenti. Eventi immateriali come le emozioni possono essere prodotti artificialmente mediante una mirata stimolazione di superficie su punti codificati. La riproducibilità sperimentale di questi eventi attraverso punti cutanei identici in tutti gli individui, costituisce una importante validazione delle sue teorie.
Ma un altro fondamentale messaggio viene palesato ad un più attento esame della sua opera. Le immagini mentali coscienti, generate artificialmente dall’attivazione dei punti cutanei, non sono soltanto semplici immagini visive. Sono rappresentazioni correlate ad una predefinita matrice emozionale come piacere, odio, malinconia, paura o amore.
Calligaris ha dimostrato che la matrice emozionale si può attivare artificialmente all’esterno del corpo, senza la cruenta necessità di infilare elettrodi nelle profondità encefaliche.
Ma se la linea assiale del pollice contiene la matrice emozionale del sentimento amoroso, così come la 2° linea interdigitale quella dell’odio, allora la superficie cutanea è un immenso specchio della nostra Memoria. Secondo questa lettura ogni punto corporeo contiene la porta d’accesso alla Memoria: sulla linea assiale del pollice viene rappresentata la mappa neurale delle memorie amorose, su quella dell’anulare le memorie piacevoli e su quella del mignolo le memorie emozionanti e quelle paurose.
Ma come posso percepire come piacevole o paurosa una informazione mnestica? Posso avvertire dentro di me uno slancio amoroso con il bisogno di abbracciare e carezzare oppure aver l’impulso di sbarrare gli occhi per il terrore. Nel caso di noi umani queste matrici emozionali sono automaticamente correlate alle nostre esperienze autobiografiche. Con questa modalità il segnale emotivo si rinforza e tende a persistere più a lungo nel tempo, così come il ricordo dell’evento vissuto.
Tutte le nostre memorie e le nostre esperienze esistenziali sono tatuate invisibilmente sulla nostra pelle e documentano la nostra identità.
In conclusione il merito ultimo e primo del Calligaris è stato quello di esplorare ostinatamente i confini più estremi dei Territori della Sensibilità nella sua più immediata fonte di accesso: la cute; quest’ultima è la protagonista assoluta di tutte le sue innumerevoli indagini sperimentali.
Incrollabile fede e incorruttibile tenacia hanno guidato per tutta la vita la sua irripetibile esperienza clinica, ponendola ai vertici più assoluti delle scoperte in neurofisiologia cutanea e in Riflessologia.
Senza essere mai esplicitato nei suoi scritti, il mantello cutaneo viene studiato e indagato come lo specchio biologico, sul quale si riflettono gli eventi interni al corpo e quelli esterni, oltre i limiti imposti dal Tempo e dallo Spazio.
La nostra pelle si comporta come la vetrata di una finestra, che appannandosi d’inverno, mostra i buffi disegni tracciati da dita infantili.
Con la sua leggendaria sete di conoscenza, Calligaris è riuscito a decifrare migliaia di segni sulla superficie di questo “vetro” e a trascriverli per noi.
Non dimentichiamolo.

PER APPROFONDIMENTI:

BIBLIOGRAFIA:
Calligaris G. La fabbrica dei sentimenti sul corpo dell’uomo (Voll. I, II e III). Aquarius, Palermo, 1986.
Calligaris G. Le catene lineari del corpo e dello spirito. Aquarius, Palermo, 1991.
Calligaris G. Le catene lineari secondarie del corpo e dello spirito. Aquarius, Palermo, 1994.
Fumagalli/Gandini L'Anima svelata. Anima Edizioni 2006
Fumagalli/Gandini La Quinta Via. Anima Edizioni 2007
Marchesi L. Le meravigliose facoltà latenti dell’uomo. Franco Spinardi, Torino, 1992.
Tarozzi G, Fiorentino MP. Calligaris, precursore di una nuova era. MEB, 1975.

WEBLIOGRAFIA:
www.vega2000.it
www.associazioneaquarius.it
www.macrolibrarsi.it
www.raphaelproject.com
www.ilreamedinverno.com
http://digilander.libero.it/Marisau/Calligaris.htm

La fotografia riprodotta in questo articolo rappresenta un documento storico eccezionale. La stampa è stata ottenuta dal negativo originale in acetato (6x9 cm) e mostra il prof. Calligaris a figura intera durante lo svolgimento di uno dei suoi famosi “esperimenti”. In tutte le iconografie pubblicate nei suoi libri compaiono solo le mani del neuroscienziato, mai la sua figura intera.
copyright: Dr Vincenzo Di Spazio 2004. Fotografia utilizzata su concessione dell’autore.

RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare l’Associazione Vega nella persona di Flavio Gandini per la gentilezza e per l’opportunità offertami di dedicare il mio personale contributo alla Memoria di un Grande Dimenticato della Medicina.

NOTE SULL’AUTORE

Vincenzo Di Spazio, medico esperto in Riflessologia, si interessa dal 1996 di ricerca e sperimentazione sulle placche cutanee del prof. Giuseppe Calligaris (1876-1944), neuroscienziato italiano, famoso per i suoi “esperimenti”. Sulla base di questa formazione metodologica, ha individuato 24 coppie di placche spinali, che registrano eventi stressanti secondo un modello temporale sessagesimale (ciclo di 60 anni) e che possono essere stimolate con finalità terapeutiche. I risultati di queste ricerche sono stati pubblicati in due testi, “AgeGate” (Frasnelli e Keitsch, 1997, www.unilibro.it) e “Il Meridiano del Tempo” (Associazione Aquarius, 2002, www.macrolibrarsi.it). Dal 1994 al 2002 è stato professore incaricato alla Scuola Post-Laurea di Biotipologia e Metodologia Omeopatica presso l’Università di Urbino. Integra la sua attività clinica con seminari di rilassamento somatosensoriale (AquaNesting body-mind release), elaborati secondo gli insegnamenti del Calligaris. Vive e lavora a Bolzano.

Dr.Med. Vincenzo Di Spazio
Bolzano