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COMUNICAZIONI RICEVUTE DAI NOSTRI ASSOCIATI
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Apriamo una nuova rubrica dove è possibile segnalare argomenti su cui riflettere. Come a volte accade, in alcuni casi le fonti di informazione non sono perfettamente attendibili, ma, in questa pagina, ciò che viene pubblicato viene verificato, compatibilmente con le possibilità di cui disponiamo.
Chi desiderasse inviare informazioni o replicare a quelle pubblicate può mandare un messaggio alla casella di posta elettronica vega@vega2000.it
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| da Marco
Ho trovato sul periodico "Di Più" del 19 marzo 2012 un racconto scritto da Lucio Dalla e mi è sembrato simpatico renderlo noto. Magari è già molto conosciuto, ma io non lo avevo mai letto
Buon viaggio, Lucio
Mi svegliai che era appena l'alba ed ero in una cella del convento di Assisi, pronto per andare alla messa, ed erano quasi le 6.00 quando arrivai nella cappella dove un padre officiava.
Mi accorsi che il sonno era più denso del previsto e tutt'altro che finito, tant'è vero che appena cominciata la messa, caddi in un torpore anomalo e diverso dal classico rintronamento mattutino. Così che ricominciai a sognare. Questo nuovo sogno si ricollegava al precedente; mano a mano che proseguiva mi rendevo conto che era come il secondo tempo del primo sogno, ed ebbi la sensazione netta, e questa volta più precisa, che il sogno era Francesco. Francesco bambino, ragazzo e vecchio, tutti insieme. Diverso da come lo volevano tutti, madre, padre, amici. Diverso da come lo volevano tutti ma non diverso da come lo voleva Dio.
Io incredulo mi avvicinavo e dicevo: "Ma sei proprio tu?" e lui, a mezzo sorriso, con I'aria di sfida che si ha nei confronti degli increduli, mi disse, indicando il saio: "Tocca" e in quel momento, appena ebbi tra le dita il tessuto del Santo, sentii I'odore del fieno tagliato, mi sembrò di essere in mezzo ad un campo di grano.
Ritrassi la mano come da una fiamma o comunque da una scottatura, e mi sembrò che l'aria si scaldasse e dall'aria uscisse come un suono di battere d'ali che puoi sentire nelle piazze d'Italia o comunque nei paesi dove i colombi planano sui turisti.
Fu proprio quel suono a rassicurarmi che Francesco era davvero Francesco, che la piazza era una delle tante piazze che normalmente si visitano la domenica e che io ero contento di essere lì.
Senza alcun timore chiesi: "Cosa vuoi da me?" e lui, senza l'aria di voler correggermi e forse anche un po' divertito, rispose: "Cosa vuoi tu da me? Tu mi conosci ed io conosco te" e io, un po' ruffiano, un po' per compiacerlo e un poco per i suoi piedi sporchi di terra e di fango che spuntavano dal saio, gli dissi, chiedendolo: "Camminiamo?".
E cominciammo a girare sfiorando i muri della piccola chiesetta dove l'altro frate diceva messa e fu un parlare silenzioso se non addirittura muto, se non per le risposte che Francesco dava all'altro padre mentre officiava come un qualsiasi chierichetto di una parrocchia di campagna intorno agli anni '30, comunque tra le due guerre mondiali.
Era curioso come le parole mi uscissero dalla bocca completamente mute e statiche, sembravano una fila di uova di gallina di un ordinato pollaio del Nord. Ma il mio cuore era un vulcano, i pensieri uscivano come lava e avevo la sensazione che fossero esattamente il contrario delle parole che li rivestivano.
Francesco al mio fianco, mentre passava tra i banchi della chiesetta, con la stoffa del saio, li lucidava, li puliva, li ordinava in fila, come una qualsiasi servetta friulana faceva tutte le mattine nella casa dove lavorava. Passò anche davanti a una curiosa acquasantiera, che non era altro che una mano di pietra che nell'incavo teneva solo due o tre gocce d'acqua, e questa volta più decisamente mi sorrise dicendo: "Questo è un fiume, anche se fuori ci sono fulmini". Non mi azzardai neanche a chiedergli la spiegazione di quello che mi aveva detto. Gli dissi solamente:"Anch'io" e lui rispose semplicemente: "Lo so".
Questo breve dialogo, fatto durante la messa alla quale partecipavo, mi causò un momentaneo senso di colpa, come se stessi disturbando la funzione, e che io fossi ancora bambino in collegio e l'assistente come al solito dicesse: "Sei il peggio di tutti" e io gli rispondessi con orgoglio: "Lo so" e lui, come se avesse fatto un tredici al totocalcio, al massimo del piacere, mi dicesse col dito puntato verso la porta: "Fuori!".
Questo strano senso di colpa mi ha sempre seguito come un qualcosa di inadattabile al misticismo obbligato, un poco coatto, delle chiese da San Pietro all'ultima chiesaccia del Bronx, mentre all'aperto mi sentivo vicino a Dio come una zolla vicino all'albero, o nella terrazza di casa mia di notte, sotto un cielo stellato mi perdo ancora oggi dentro una di quelle stelle.
Francesco ritrasse la mano dall'acquasantiera, mi guardò e mi disse che anche per lui era sempre stato così, che Dio è dappertutto, negli alberi, nelle piante, nei fischi lontani dei treni, nel filo spinato, nei denti e nelle bocche che sorridono come nelle lacrime degli occhi che piangono, per non parlare negli animali, perfino nel pallone quando entra nella porta e fa goal e che forse, qualche volta, a Gesù in ritardo, è capitato di saltare una delle grandi chiese addobbate e di aver continuato a pregare suo Padre per strada in mezzo al traffico.
Il suono della "R" nella parola "traffico" mi svegliò improvvisamente, ma mi svegliai con una grande stanchezza alle ali, come un passero che ha sbattuto contro I'inferriata della sua gabbietta. Mi resi conto che, per quanto meravigliosa e calda la chiesetta dove si svolgeva la funzione, quella strana atmosfera di dolce inconveniente che sentivo durante il sogno era finita e che il vero tempio, la vera casa di Dio, è la nostra anima, anche quella più buia o più difficile da raggiungere, e che Francesco siamo noi al momento della speranza, quando siamo in attesa e confusi e lo sono soprattutto i nostri sensi e, in un mondo come quello che ci circonda, la nostra pace.
E mentre pensavo e sentivo questo e il frate a conclusione della messa diceva: "La pace sia con voi", io gli risposi: "Francesco, fammi volare!".
Lucio Dalla
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| da: CGM
La voce di chi si oppone
Quanto costa la TAV Torino-Lione
I costi a carico dellItalia, per la parte di collegamento fino a Torino, secondo il dossier presentato nel 2006 allUnione Europea si attesterebbero intorno ai 17 miliardi di Euro.
Ma il dossier presentato all Unione Europea nel 2010, porta le stime dei costi a 35 miliardi di euro, a carico dellItalia, escludendo una grande varietà di opere connesse, quale il raccordo al nodo torinese, infrastrutture per ospitare i lavoratori e decine di opere sussidiarie che un cantiere di 20 anni comporterebbe.
Ma restiamo ai 35 miliardi e vediamo che cosa potrebbe succedere, attenendoci allesperienza italiana delle linee ad alta velocità.
Le spese della Roma-Firenze sono cresciute di 6,8 volte rispetto ai preventivi, quelle della Firenze-Bologna di 4 volte, quelle per la Milano-Torino di 5,6 volte. Stiamo parlando di dati ufficiali, ben noti, e sui quali la stessa magistratura sta cercando risposte.
Se, in base a questa esperienza scegliamo il moltiplicatore più basso, quello dellincremento dei costi della TAV Firenze Bologna, e moltiplichiamo per 4 le spese preventivate, i 35 miliardi diventano una cifra da fantascienza finanziaria.
I costi della militarizzazione della valle di Susa
Costruire una grande opera contro la volontà di una popolazione può avere degli oneri che è interessante calcolare: oggi in Valle di Susa sono stati mobilitati circa 2.000 poliziotti, per lo sgombero del cantiere di Chiomonte. Ogni otto ore devono fare il cambio turno, con spostamento di mezzi, masserizie, costi di occupazione di alberghi e altri aspetti logistici.
Non essendo un fine economista, ho calcolato che il costo lordo orario di un poliziotto sia di circa 30 euro allora (comprensivi degli oneri citati), stima decisamente al ribasso.
30 euro moltiplicato 2.000 poliziotti è uguale a 60.000 euro allora. Per le 24 ore diventano 1 milione e 440 mila euro al giorno.. al mese il costo diventa di oltre 43 milioni di euro. Sullanno parliamo di oltre mezzo miliardo di euro.
Lattuale dispiegamento di forze serve a difendere il cantiere di Chiomonte. Già Domenica 3 luglio è prevista una grande dimostrazione con pulmans e treni in arrivo da tutta Italia. I manifestanti assedieranno il cantiere e sarà evidente l'impossibilità di mantenere sul campo una situazione da scenario nord-affricano.
Immaginate che cosa vorrebbe dire presidiare contemporaneamente decine di cantieri. Vogliamo almeno triplicare il numero di uomini, mezzi, complessità logistica e ovviamente i costi?
Sono cifre che se moltiplicate per gli anni necessari alla costruzione dellopera diventano insostenibili.
Lo Stato italiano non ha le risorse per contrapporsi alla protesta della popolazione della Val di Susa, che, fatti questi conti, sa bene di avere di fatto la vittoria in pugno.
Lopera è strategica?
Negli anni 80, alla luce di dati incerti, si sarebbe potuto sperare che questopera fosse strategica. Perché possiamo essere certi che non sia più strategica?
1° ) Nel 2011 i corridoi europei sono diventati 30, e altri stanno per essere inaugurati.
Le merci transitano su rotaia o gomma, e passano nel valico più competitivo come costo.
I valichi sono gestiti da società private, in concorrenza tra loro.
Se lopera Torino-Lione prevede di recuperare il 40 % dei costi di investimento dalle tariffe pagate dalle merci in transito (tra ventanni) è probabile che il flusso di merci e passeggeri su questa linea si ridurrà drasticamente, spostandosi sugli altri valichi per questione di prezzo del pedaggio.
Già nel 2003 il Conseil Général des Ponts et Chaussées stroncava il progetto della TAV Torino Lione, anche alla luce dei già avanzati lavori per i tunnel svizzeri.
2°) Da dicembre 2010 è operativo il ristrutturato tunnel ferroviario del Frejus, con capacità di trasporto anche dei containers più grandi. Questo tunnel insieme al tunnel autostradale, sono oggi infrastrutture ampiamente in grado di rispondere anche alla previsione di 40 milioni di tonnellate di merci annue (2030) fatte dall TLF (l'impresa che dovrebbe realizzare il nuovo tunnel), previsione del tutto ridimensionata da Alpinfo e da SBB che stimano per il 2030 valori prossimi ai 10 milioni di tonnellate in transito.
3°) Altro concorrente formidabile sono i voli low cost, estremamente competitivi anche per il traffico merci su distanze oltre i 500 km.
4°) Per il traffico passeggeri le cose vanno peggio. Non mi dilungo in quanto ogni cittadino ha ben presente quali sono i costi di un Freccia Rossa per andare da Milano a Roma, o dal sud al nord Italia: davvero poco competitivo con le attuali tariffe aeree low cost.
5°) Non mi dilungo sul tema dei flussi merci, ma invito tutti i lettori a vedere alcuni brevi filmati del professor Marco Ponti, pubblicati su You Tube, che chiaramente illustra linutilità dellopera.
Alla luce di queste informazioni come può essere sostenuto che lopera è strategica?
Eppure, di fronte a dati così evidenti, le forze di governo e il Partito Democratico insistono sulla imprescindibilità dellopera. Viene da chiedersi il perché..
Il tunnel di 57 km
La Torino-Lione prevede la realizzazione di un tunnel di 57 km, a quota di altitudine piuttosto elevata.
Dal 15 Ottobre 2010 il tunnel più lungo del mondo è diventato la Galleria di base del San Gottardo, tunnel ferroviario che con i suoi 57 km ha battuto il primato di un'altra galleria ferroviaria: il Seikan Tunnel, che si trova in Giappone.
Va detto che il tunnel del San Gottardo vedrà sfrecciare i primi treni soltanto nel 2017.
Il tunnel del San Gottardo collegherà idealmente Genova a Rotterdam lungo quello che viene chiamato il corridoio 24.
Il San Gottardo (senza calcolare le opere annesse quali strade autostrade etc.. ) è costato 7 miliardi di Euro, finanziati dalla Svizzera, a seguito di un referendum che chiedeva alla popolazione la disponibilità allautotassazione dei cittadini.
Il tunnel della Manica
Il tunnel della manica è lungo circa 50 km. Sul lato inglese sono stati rimossi 4 milioni di metri cubi di roccia, la maggior parte dei quali scaricati sotto la Shakespeare Cliff vicino a Folkestone, strappando al mare una superficie di circa 36 ettari, oggi chiamata Samphire Hoe e destinata a parco pubblico.
Complessivamente sono stati rimossi 8 milioni di metri cubi di materiale roccioso, ad un ritmo medio di 2.400 tonnellate all'ora.
Per tunnel marini è più facile il riposizionamento del materiale estratto, con evidente contenimento dei costi, mentre per un tunnel in alta montagna bisogna mettere in conto anche il trasferimento del materiale a valle. La logistica si complica. Le cifre crescono rapidamente. Limpatto ambientale diventa devastante (si tratterebbe di circa 1 milione di viaggi con bilico a 5 assi, il più grande a capacità di carico).
Ma leggete con attenzione queste informazioni: il costo complessivo del Tunnel della Manica è stimato attorno agli 11 miliardi di Euro. Il tunnel sta operando in perdita ed il valore delle azioni che hanno finanziato l'opera ha perso il 90% del proprio valore tra il 1989 ed il 1998. La società Eurotunnel ha annunciato una perdita di 1,33 miliardi di sterline nel 2003 e 570 milioni di sterline nel 2004 ed è in costante negoziato con i creditori. A propria difesa Eurotunnel cita un traffico insufficiente (solo il 38% dei passeggeri ed il 24% delle merci previste in fase di progetto) e un gravoso carico di interessi sul debito. Parte dell'insuccesso commerciale dell'operazione sembra essere causato dalle eccessive tariffe di transito.
(fonte wikipedia).
Il Tunnel della Torino Lione comporta già a progetto una serie di difficoltà logistiche che ne renderebbero la gestione sicuramente in perdita (sono spropositate per esempio le voci di costo previste per la sua aereazione e la dissipazione del calore dovuta al passaggio dei treni). Pertanto questopera faraonica dovrà essere costantemente finanziata dalle imposte degli italiani.
E se fossero state pagate tangenti?
Se si da per scontato che un opera pubblica comporti delle tangenti si può essere accusati di dietrologia, salvo poi trovar conforto nellindagine dei magistrati, che ormai sembrano muoversi a colpo sicuro.
Se viene versata una tangente per laggiudicazione di un appalto, è estremamente difficile che la stessa possa essere restituita se lopera aggiudicata in qualche modo si blocca.
Ma non è pensabile neanche sostenere che chi ha incassato la tangente e non ha garantito il profitto possa semplicemente far finta di nulla e andarsene con il malloppo. Allora diventa indispensabile per il concusso animarsi a favore dellopera,e muoversi con la determinazione di chi è posseduto da un Fuoco Sacro!
Viene da chiedersi, senza troppa dietrologia, se qualche tangente sia stata versata per laggiudicazione delle opere in Val di Susa.
Tanto per stare ai fatti, Paolo Comastri è il Direttore generale della LTF (Lyon Turin Ferroviaire), la società che dovrebbe realizzare il tunnel. Un mese fa, è stato condannato dal tribunale di Torino a otto mesi di reclusione per turbativa dasta, in relazione ad unopera complementare alla TAV Torino-Lione.
Quale politico oggi siederebbe al tavolo con un condannato (oggi in primo grado), a discutere di opera per cui quella condanna è stata pronunciata? Ebbene oggi Paolo Comastri siede regolarmente a tutti i tavoli istituzionali del progetto TAV Torino Lione, insieme a politici e amministratori pubblici.
Ora ognuno di noi può mettere insieme degli elementi e sviluppare il proprio pensiero libero, in merito.
Il fenomeno delle tangenti potrebbe spiegare la necessità di riavviare i lavori (o almeno fingere di averne lintenzione) a seguito di mazzette ormai pagate e non restituibili?
Si possono costruire grandi opere a discapito di una popolazione?
Pur non essendo cittadino della Valle di Susa, in questi anni ho sempre portato la mia solidarietà a quella comunità. Personalmente ritengo che di fronte alla indispensabilità di unopera pubblica di utilità collettiva le popolazioni locali debbano essere convinte, indennizzate ed incentivate a tollerare anni di sacrificio per il bene futuro delle generazioni che verranno.
Ma non è questo lo scenario in Valle di Susa, dove di fronte ai disastri geologici, alla previsione di incrementi patologici dellordine del 10 % della popolazione dovuto a patologie cardiocircolatorie e respiratorie (dati del progetto giugno 2010), si tenta di realizzare unopera assolutamente inutile.
Sono stato spesso a manifestare con quelle genti. Ho visto bambini, giovani, adulti e anziani, sfilare insieme ed essere chiamati dai media anarco-insurrezzionalisti.
La militarizzazione della valle ha ricostruito solidarietà e legami antichi, una nuova coscienza, formatasi lontano dalla televisione. Le persone si ritrovano a far feste nei presidi, a scambiarsi aiuto, a condividere il tempo con i figli, ad innamorarsi e costruire legami forti, come non si vedono più nella nostra società.
Gli appelli alla manifestazione pacifica sono costanti, ma quando i camions e le ruspe cominciassero davvero il loro lavoro? Pensateci.. sareste disposti a tollerare lo scempio della vostra terra, della vostra casa, la paura delle malattie per i vostri figli? Potreste rimanere inerti a guardare le facce sanguinanti di amici e parenti che rientrano sconfitti da una manifestazione, presi a bastonate da poliziotti mandati in guerra, in una guerra che certo neanche loro combattono volentieri?
La mia certezza è che, dopo tanti anni di battaglie, quella popolazione non si arrenderà mai.
E se qualche politico pensasse che abbassare i fucili ad altezza duomo sia la misura necessaria dopo i candelotti lacrimogeni a frammentazione cs (orto-clorobenziliden-malononitriledi, proibiti dalle convenzioni internazionali come arma chimica) lanciati lunedì 27 giugno 2011, quel politico sappia che quel giorno troverebbe genti ancora più determinate a vincere e, a quel punto, a qualsiasi prezzo e con qualunque mezzo.
Vorrei che i cittadini di tutta Italia, magari correttamente informati, potessero scegliere con un referendum la realizzazione di questopera, perché non si arrivi al giorno di dover contare i morti di questa cattedrale alla stupidità. Non ci sarà mai quel referendum, perché coloro che oggi provano a realizzare questopera sono gli stessi che hanno tentato di costruire le centrali nucleari e impossessarsi dei beni pubblici. E costoro hanno ben capito cosa comporta un popolo che decide.
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| da: Nadia
Spiacenti, ma capita
La Presidente dell'Istituto Pranic Healing Italia e responsabile del programma di Formazione e Certificazione per conto del Maestro Choa Kok Sui e dell'IIS (Manila)
informa che, per gravissimi motivi, viene sospesa l'autorizzazione/licenza di Certificate Pranic Healer al sig. Eligio Ferro
Quest'ultimo quindi non potrà partecipare ad alcun tipo di meditazione del GMCK, né ad altre pratiche e/o insegnamenti, incontri che si svolgono nei nostri centri, scuole ed altro nel mondo, non potra` praticare e/o diffondere il Pranic Healing sino a nuova comunicazione.
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da: Dario
Un esempio da non dimenticare
Ecco quello che dovremmo vedere ai telegiornali..
Ecco ciò che dovrebbe fare scoop, invece di tutto quello che ci fanno vedere.
Questa è una storia tremenda, ma di tale conforto per il cuore, quando si guarda questa foto di John Gebhardt in Afghanistan.
La moglie di John Gebhardt, Mindy, dice che l'intera famiglia di questa bimba è stata sterminata. I ribelli volevano uccidere pure lei, sparandole alla testa...ma fortunatamente hanno sbagliato la mira è la bimba si è salvata. E' stata curata nell'ospedale di John, è in via di guarigione, ma continua a piangere e a lamentarsi.
Le infermiere raccontano che John è l'unico che riesce a calmarla; John ha trascorso le ultime 4 notti tenendola in braccia e hanno dormito su questa sedia. La piccola recupera piano piano.
John è un vero eroe di guerra.
Questo merita di essere condiviso con il resto del mondo intero.

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| da: Associazione Culturale Vega
Partecipate numerosi!
Il Blog dedicato alla Dermoriflessologia, al quale si può accedere direttamente da questo sito, si sta animando grazie allo scambio di informazioni e commenti tra gli operatori e gli appassionati. Non perdete l'occasione di confrontarvi tra voi.
ò connettersi al blog tramite l'apposita finestra posta sulla colonna di sinistra dell'HomePage
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| da: staff
Curiosa alternanza tra giorno e notte
Il "Seminatore di Stelle" è una statua che si trova a Kaunas, Lituania.
Come si può vedere nella foto, durante il giorno non è molto appariscente, senbra soltanto un bronzo e niente più, ereditato dal vecchio regime sovietico.
Però quando arriva la notte, la statua giustifica il suo nome

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